I principali esami per controllare la fertilità nell’uomo.

L’infertilità maschile interessa il 7% degli uomini e sempre di più i giovani!

È una causa diffusa dell’infertilità di coppia: rispetto al passato si stima, infatti, che l’infertilità maschile rappresenti circa la metà delle cause di infertilità di coppia. Secondo uno studio della Società Italiana di Andrologia e di Medicina della Sessualità, in Italia un uomo su tre è a rischio di infertilità. Le cause possono riguardare la produzione insufficiente di spermatozoi oppure la natura qualitativamente alterata degli spermatozoi che ostacolano il concepimento. Fra le principali, possono annoverarsi il varicocele, le infiammazioni degli organi genitali, le patologie del testicolo, cause ormonali e genetiche.

Il primo passo necessario, per uno screening adeguato, consiste in una visita andrologica, durante la quale normalmente viene eseguita un’ecografia della regione genitale e uno spermiogramma. Quest’ultimo consiste in un’analisi del liquido seminale che permette di valutare la presenza, il numero, la motilità e la durata degli spermatozoi nonché la percentuale di questi che presenta malformazioni. A questo esame si può anche accompagnare la spermiocoltura, un test che serve ad individuare la presenza di eventuali infezioni batteriche nel liquido seminale, come la clamidia. Nel caso in cui lo spermiogramma presenti risultati anomali, normalmente si procede ad un esame del sangue diretto a valutare i dosaggi dell’FSH (l’ormone che nell’uomo è principalmente coinvolto nella produzione di liquido seminale) e i livelli di testosterone e LH.

Qualora i risultati degli esami nella donna o nell’uomo denotino un problema di fertilità non bisogna scoraggiarsi. Ben il 90% dei pazienti che si sottopone a un trattamento di procreazione assistita nelle nostre cliniche riesce a portare a compimento una gravidanza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su