Caro Dottore,
il nostro incontro con lei è avvenuto in maniera casuale, ma ha cambiato profondamente la nostra vita. Noi, due giovani ragazzi che dopo anni di fidanzamento coronano finalmente il loro sogno di sposarsi e costruirsi una famiglia. Ma, come accade spesso, a volte la vita decide per te.
Dopo 3 mesi di matrimonio, avevamo già la causa del nostro problema: azoospermia. Veniamo catapultati in un mondo sconosciuto, iniziamo a trovare dottori, i centri migliori di Napoli. Iniziamo il nostro percorso fatto di speranza, sentendoci dire sempre “siete giovani, ci riuscirete”. Ma questo non accade.
Faccio due stimolazioni, passa un anno. Intanto la nostra vita diventa triste, vuota. Dove ti giri, vedi famiglie felici. La gente ti chiede, vuole sapere e tu rispondi dicendo che non era il momento, che tu e tuo marito volete avere una stabilità economica ma dentro muori. Inizi a vivere una vita fatta di due parti: dentro casa, libera di poter esprimere il dolore con tuo marito e fuori con il sorriso sempre sulle labbra, tale da non far trasparire nessun dolore.
Dopo il secondo pick up andato male, ancora dolente, inizio a cercare su internet il suo nome avuto da una persona di famiglia, che casualmente aveva parlato del suo desiderio di maternità a 50 anni. Le mando un messaggio, ricordo, abbastanza disperato. Stranamente lei mi risponde subito. Prendo un appuntamento e vengo da lei senza mio marito perché non volevo farlo sentire ancora più sotto pressione, per parlare e conoscerla. Lei mi ascolta, legge le mie documentazioni. E mi dice di venire da lei con mio marito. Veniamo, ci fidiamo e iniziamo la nostra stimolazione.
Ovviamente lei mi spiega che, non conoscendomi e non conoscendo il mio corpo, non sapeva cosa avremmo ricavato. Anche questa volta va male. Decidiamo di riprovare di nuovo, questa volta con una stimolazione completamente diversa. Facciamo il pick up, si formano due blastocisti. Nel frattempo vado in ospedale per iperstimolo e anche qui lei sta vicino a me e mio marito, parla al telefono con i medici, che non conosce. Mi riprendo, facciamo il primo transfer: beta positiva ma troppo bassa.
Proviamo l’ultima blastocisti, qualità 3BC. Io e mio marito già disperati, ultimo tentativo, con una blastocisti neanche di qualità ottima. Eravamo abbastanza scettici, preoccupati che avremmo dovuto iniziare tutto di nuovo. Lei ci rassicura dicendoci che la qualità vale fin ad un certo punto, rimane sempre una blastocisti. Facciamo il transfer l’8 ottobre del 2025. Lei ci dice di fare le bete dopo 10 giorni. Noi le anticipiamo a 8 giorni per delle perdite.
Beta positive e questa volta alte. Non potremo mai dimenticare la sua chiamata: signora auguri. In quel momento per me e mio marito è iniziata una nuova fase del nostro percorso. Non le nascondo il nostro terrore, la paura. Ci eravamo riusciti ma dovevano passare ben 9 mesi. Per fortuna la gravidanza è andata bene. Certo, le scrivevamo messaggi per ogni piccola cosa però lei non ci ha mai fatto sentire ingombranti o inopportuni.
Ovviamente anche con il parto non ci siamo fatti mancare niente. Cesario, raschiamento e trasfusione. E anche lì, anche alle 3 di notte, è arrivato immediatamente. Quando mio marito l’ha chiamato per le perdite enormi dopo il parto, già era su in reparto, pronto ad agire. E, come lei ha detto, è nei momenti di difficoltà che si vede la preparazione del dottore e la sua esperienza; perché tutti noi siamo bravi a vivere una vita tranquilla e senza difficoltà, ma quando arrivano i momenti duri è lì che si dimostra quanto vale una persona. Per me e mio marito neanche questo è stato facile ma con lei ci siamo sentiti protetti.
Grazie di tutto dottore, dal profondo del nostro cuore! Perché se ora abbiamo la possibilità di fare le notti, quelle che i genitori tanto odiano, è solo grazie a lei. Se oggi possiamo stringerla tra le braccia, accudirla ed essere persone migliori per crescerla, è solo grazie a lei.
Mai nessuna parola o gesto riuscirà a dimostrare la nostra gratitudine. E ora che il nostro percorso è concluso ci mancherete, perché per un anno e mezzo è come se aveste fatto parte della nostra quotidianità.
Con enorme affetto da noi 3, finalmente. 