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Procreazione Medicalmente Assistita: la mia posizione etica

Le tecniche di PMA – Procreazione Medicalmente Assistita – sono da sempre al centro di accesi dibattiti in merito alle implicazioni etiche che esse determinano.

Il mondo scientifico, politico e religioso ha espresso, e tutt’oggi esprime, molteplici punti di vista, spesso in totale contrasto tra loro.

Personalmente, ho scelto di specializzarmi nei problemi di fertilità e, conseguentemente, nelle tecniche di PMA – Procreazione Medicalmente Assistita – non senza profonde riflessioni. Riflessioni che partono sempre da uno stesso, unico presupposto, ossia che la ricerca di un figlio sia il gesto di generosità più grande che una persona possa compiere. Un atto di amore incondizionato, quale solo l’amore per un figlio può essere.

Pertanto ritengo che tutte le coppie, etero ed omo, così come le donne single abbiano diritto ad accedere ai programmi di fecondazione assistita.

Fondamentale, a mio parere, nell’ambito del reclutamento in ogni programma di fecondazione assistita, è la valutazione psicologica dei pazienti e delle motivazioni che orientano verso il desiderio di avere un figlio. Tale valutazione, affidata alla competenza del medico, con il supporto del parere psicologico, costituisce l’unica, vera discriminante a mio parere.

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