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Infertilità femminile e suoi “sintomi”

La nostra società e le nostre abitudini di vita hanno determinato uno spostamento in avanti del desiderio di maternità e della possibilità di realizzarlo. In tale contesto, una delle maggiori preoccupazioni nelle donne è che questo procrastinare possa precludere la maternità stessa. In questo articolo proviamo a capire se esistono dei sintomi o dei segnali dell’infertilità femminile, che consentano di capire se il proprio potenziale di fertilità stia diminuendo.

Una premessa sull’infertilità

Con il passare degli anni, il numero di ovociti nelle ovaie declina a causa di un processo naturale, detto atresia. Le giovani donne devono sapere che la finestra fertile femminile è limitata e che la qualità degli ovociti si riduce al crescere dell’età. In particolare, dopo i 35 anni concepire un bambino diventa progressivamente sempre più difficile. La fertilità della donna, infatti, risulta massima tra i 20 e i 30 anni e decresce in modo repentino dopo i 35 anni, fino ad essere prossima allo zero già diversi anni prima della menopausa. L’ingresso nella fase di subfertilità o infertilità avviene per molte donne intorno a 40 anni, ma può essere anche molto più precoce.

infertilità femminile

Chiarito questo fondamentale concetto bisogna dire che l’infertilità femminile, o maschile, non sempre può essere definita come una patologia sintomatica. Infatti può capitare che una donna non riesca a rimanere incinta, anche in presenza di ciclo regolare, o di controlli ginecologici per tutta l’età fertile. Non ci sono sintomi veri e propri, perché le cause dell’infertilità femminile possono essere molto diverse e di varia natura e non sempre sono solo di natura patologica. Inoltre, esistono alcune “con-cause” che possono influire sull’infertilità. Stress, cattive abitudini alimentari, troppa attività sportiva o altri comportamenti, non sempre collegabili alla fertilità femminile, ne sono degli esempi.

Ad ogni modo bisognerebbe indagare su una possibile infertilità dopo un anno di rapporti non protetti in età fertile.

… ma esistono dei sintomi d’infertilità?

Sebbene non esistano dei veri e propri sintomi dell’infertilità femminile, alcuni segnali possono essere dei campanelli d’allarme o elementi ai quali prestare attenzione per poi rivolgersi ad un ginecologo. Ecco alcuni aspetti da tenere sotto controllo:

Ciclo mestruale

Occorre sempre tenere sotto controllo il proprio ciclo mestruale ed annotare eventuali anomalie. Il ciclo è improvvisamente molto doloroso? Potrebbe trattarsi di endometriosi. Il ciclo è più lungo del normale e tra una mestruazione e l’altra passa più di un mese? Oppure, all’improvviso, il ciclo dura meno di 21 giorni? Potrebbe essere segno di un’ovulazione irregolare da approfondire.

Peli, capelli e chili in più

Un’improvvisa perdita di capelli? La comparsa di una peluria eccessiva sul viso? Possono essere il campanello d’allarme per la sindrome dell’ovaio policistico. Anche in questo caso, è meglio rivolgersi al proprio ginecologo. Il medico saprà consigliare gli accertamenti da fare in base alle caratteristiche dei sintomi. Infine, anche un improvviso aumento di peso può essere un segnale di una disfunzione tiroidea ed avere conseguenze sulla fertilità femminile, così come l’obesità.

Ormoni

Gli ormoni sono un elemento fondamentale quando si parla di fertilità e infertilità femminile. Occorre quindi fare attenzione ai segnali che possono essere collegati al funzionamento della tiroide. Ad esempio: mani e piedi sempre freddi, potrebbero introdurre un problema di circolazione o una disfunzione tiroidea. Meglio approfondire se i tentativi di concepimento non hanno successo da più di un anno!

Malattie sessualmente trasmesse

In casi di infezioni dei genitali, o malattie sessualmente trasmesse, occorre non trascurare alcun fastidio o sintomo! È importante intervenire tempestivamente perché un’infezione non curata – o trascurata – può avere delle ripercussioni sulla fertilità. Un esempio tipico è la gonorrea. Essa non ha sintomi visibili, ma può indurre infertilità femminile. In caso di rapporti a rischio è opportuno fare un test per scoprire se ne si è affetti.

Una soluzione all’infertilità?

Una seria risposta alla preservazione della fertilità è il social freezing, e cioè la crioconservazione degli ovociti, che andrebbe  effettuato entro i 35 anni per ottenere il massimo risultato. Da sempre sono sensibile a questo tema, come dimostra anche una mia intervista rilasciata nell’ormai lontano 2016 al quotidiano “Il mattino”. In quest’articolo, che è possibile leggere a questo link, partendo da un fatto di cronaca, già illustravo la necessità di sensibilizzare le donne rispetto al social freezing.

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