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Mamme dopo i 43 anni: si può?

L’Sos degli specialisti: le donne si illudono, ma la gravidanza non si può ritardare troppo, perché la fertilità è connessa all’età!

Nicole Kidman ha avuto una bambina a 43 anni e ora ne sogna un altro a 47 suonati. Gianna Nannini ha messo al mondo la piccola Penelope Jane a 54 anni. Heather Parisi ha dato alla luce due gemelli a 50 anni, mentre Carmen Russo è rimasta incita alla bellezza di 53. La lista delle vip diventate mamme molto in là negli anni è lunga. Ma sfoggiare sulle riviste un pancione dopo i 43 anni rischia di lanciare un messaggio fuorviante e cioè che si può concepire a qualsiasi età e che la fertilità non sia compromessa con l’avanzare dell’età.

L’allarme è stato lanciato dagli esperti in occasione del meeting annuale della European Society of Human Reproduction and Embryology tenutosi a Lisbona. Infatti, la maggior parte delle gravidanze oltre i 43 anni sono possibili grazie all’ovodonazione, cioè alla tecnica di fecondazione eterologa che prevede l’utilizzo degli ovociti di una donatrice.

Qual è l’età ideale per concepire?

La scelta di mettere al mondo un bambino, sia spontaneamente sia con l’aiuto delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, ha purtroppo una data di scadenza. Per avere maggiori probabilità di concepire naturalmente non bisogna superare la soglia dei 35 anni. L’ideale sarebbe concepire a 20 anni, quando le probabilità di rimanere incinta dopo un rapporto sessuale sono del 30-40%. Già a 30 anni le probabilità di concepire scendono al 20%. Anche con l’aiuto delle più moderne tecniche di fecondazione assistita è impossibile «ringiovanire» le cellule riproduttive di una donna.

… e dopo i 40 anni?

Se si desidera avere delle possibilità reali di concepire un bambino dopo i 43 anni, bisogna utilizzare i propri ovociti preventivamente congelati in età più giovane o quelli di una donatrice. Ma anche in questo caso non ci sono garanzie, poiché portare avanti una gravidanza a 40 anni è molto diverso da quando si hanno 20 anni. Anche se gli ovociti sono giovani, l’utero non lo è altrettanto e questo significa che la donna è esposta a un maggior rischio di complicazioni, come gestosi, parti pre-termine, ipertensione.

Gli attuali sforzi della ricerca, infatti, non mirano a prolungare ad oltranza la fertilità. Il lavoro – piuttosto – è focalizzato sul miglioramento dell’efficienza dei trattamenti, sull’ottimizzazione delle attuali probabilità di concepimento, sulla riduzione del rischio di complicanze.

Insomma l’età è il fulcro della questione, come sottolineano anche diverse iniziative pubbliche e private, nonché il Piano nazionale per la fertilità, promosso dal ministero della Salute, in cui si sottolinea l’importanza di ricordare alle donne che la fertilità diminuisce al crescere dell’età.

5 commenti su “Mamme dopo i 43 anni: si può?”

  1. salve avere un secondo figlio a 48 anni con ovodonazione quanto è rischioso avendo avuto una precedente gravidanza il diabete gestazionale ?
    Il desiderio è grande la ragione e la responsabilità nei confronti del primo figlio è enorme. Avrei bisogno di un vostro parere.
    grazie per ciò che fate.

    1. Buonasera Susanna,
      io ritengo che a 48 anni ci siano tutti i presupposti per soddifare il legittimo desiderio di maternità.
      Il diabete gestazionale non è un impedimento.
      Comunque quando ci si rivolge ad un programma di ovodonazione vengono messi in atto tutti i presidi diagnostici per evitare qualunque rischio per la mamma ed il nascituro.
      cordiali saluti

      rocco falotico

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