Pensare al futuro: embrioni congelati

Moltissime sono le domande che si pongono le donne che intraprendono il percorso della Fertilizzazione in Vitro, in merito a questo argomento. Oggi vorrei rispondere, in modo semplice e conciso, ad alcune di queste:

  • Perché dispongo di embrioni congelati?
  • Come viene realizzato il processo di “criopreservazione”?
  • Perché é vantaggioso congelare embrioni?
  • In cosa consiste il trattamento con gli embrioni congelati? Come si programma un “CT”?
  • Quali sono le possibilità di gravidanza con gli embrioni congelati?
  • Una volta incinta, dovrò avere particolari attenzioni? Esiste un rischio per il futuro bebé?

Perché dispongo di embrioni congelati?

Quando viene realizzato un ciclo di fertilizzazione in Vitro, FIVET, l’obbiettivo principale è ottenere uno o due embrioni di “buona qualità” da poter trasferire all’utero della futura madre. A tale scopo è necessario ottenere un numero adeguato di ovociti, che oscilla tra 6 e 15 a seconda delle caratteristiche della paziente e della risposta al trattamento. È necessario un numero “alto” di ovociti perché  non tutti verranno fecondati e, di quelli fecondati, non tutti si svilupperanno in forma adeguata in laboratorio durante i giorni previ al transfer.

Tuttavia la percentuale degli ovociti che si fecondano e si sviluppano adeguatamente è molto variabile e in alcuni casi le probabilità di fecondazione sono alte e l’evoluzione degli embrioni è ottima. In questi casi si giunge al giorno del transfer con vari embrioni utili da poter trasferire. Il destino degli embrioni non selezionati per il transfer è la “criopreservazione“: la congelazione di embrioni che potranno essere utilizzati in futuro, mantenendo gran parte del potenziale per ottenere una gravidanza.

Come viene realizzato il processo di “criopreservazione”?

Il processo di congelamento embrionario veniva realizzato fin dai primi trattamenti di fecondazione in Vitro; tuttavia, i risultati erano molto poveri con percentuali di sopravvivenza embrionaria e probabilità di gravidanza molto basse. Ciò era dovuto fondamentalmente alla formazione di cristalli all’interno dell’embrione che spesso danneggiavano la sua struttura, determinando aspettative molto povere.

Negli ultimi anni la “criobiologia” è avanzata considerabilmente. Oggi, infatti, si utilizzano tecniche per preservare gli embrioni – dette “vitrificazione” – che preparano gli embrioni con grandi concentrazioni di sostanze protettrici, le quali permettono che il liquido di coltura diventi vitreo, impedendo la formazione di cristalli intracellulari.

Con la vitrificazione si ottengono percentuali di sopravvivenza dopo la scongelamento superiori al 90% e gli embrioni mantengono le loro percentuali di impianto praticamente intatte.

Perchè è vantaggioso congelare embrioni?

Disporre di embrioni congelati significa avere buone possibilità di avere una gravidanza futura con uno sforzo minore rispetto alla prima. In molti casi, infatti, dopo un trattamento con embrioni “freschi” si produce una gravidanza e gli embrioni congelati possono essere utilizzati qualche anno dopo per completare la famiglia, evitando di sottoporsi a tutto il procedimento dall’inizio.

Se invece il trattamento di Fertilizzazione in Vitro non si conclude con una gravidanza, gli embrioni congelati possono essere utilizzati per programmare immediatamente un nuovo trattamento in una forma veloce e comoda.

In cosa consiste il trattamento con gli embrioni congelati? Come si programma un “tec”?

Il trattamento con gli embrioni congelati è semplice, comodo e conveniente. Non è necessario sottoporsi ad iniezioni giornaliere né a numerosi controlli ecografici. Non è nemmeno necessario subire procedimenti anestetici e gli effetti secondari sono inesistenti nella maggior parte dei casi, perché i livelli ormonali durante la preparazione sono molto simili a quelli di un ciclo normale.

Il trattamento si basa sulla preparazione dell’utero per renderlo più ricettivo per il momento della scongelazione e del trasferimento degli embrioni criopreservati. Esso consiste nella somministrazione di cerotti o compresse durante un periodo di circa due settimane prima del trasferimento embrionario.

La preparazione inizia al momento della mestruazione, dieci giorni dopo si realizza un’ ecografia di controllo per confermare che l’utero presenti le condizioni adeguate e si programma la scongelazione e il posteriore trasferimento embrionario.

Una volta programmato il trasferimento, la paziente inizia l’assunzione di progesterone via vaginale tra 3 e 5 giorni prima della data prevista per la scongelazione. La tecnica per il trasferimento embrionario è la stessa usata per gli embrioni freschi, senza misure addizionali. Le raccomandazioni e i consigli per i giorni seguenti sono le stesse: continuare con il trattamento (cerotti e/o pastiglie e ovuli vaginali) almeno fino alla realizzazione del test di gravidanza.

Ricapitolando possiamo affermare che la preparazione è molto semplice: cerotti e/o compresse per qualche giorno, ecografia di controllo programmando l’inizio dell’assunzione di progesterone e trasferimento embrionario.

Quali sono le possibilità di gravidanza con gli embrioni congelati?

Negli ultimi anni con l’introduzione delle tecniche di vitrificazione le percentuali di sopravvivenza embrionaria e di gravidanza sono considerevolmente migliorate superando le migliori previsioni.

Bisogna tener presente che le possibilità di rimanere incinta con la Fertilizzazione in Vitro variano considerevolmente in funzione del tipo di trattamento e delle caratteristiche della coppia (età, cause di sterilità, ecc.) per questo le percentuali di successo devono essere individuate caso per caso. La probabilità di successo è leggermente inferiore a quella ottenuta con embrioni freschi ma è necessario considerare che si tratta di uno sforzo minimo per quel che riguarda un complesso e costoso trattamento.

Una volta incinta, dovrò avere particolari attenzioni? Esiste un rischio per il futuro bebè?

L’evidenza scientifica è totalmente tranquillizzante per la realizzazione di questo trattamento, poiché i dati raccolti delle gravidanze e dei bambini nati dopo i trattamenti con embrioni congelati non hanno riportato nessuna differenza rispetto agli embrioni transferiti senza criopreservazione.

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