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Fertilità: è possibile preservarla?

Fattori ambientali, scorrette abitudini alimentari, innalzamento dell’età della prima gravidanza o patologie come l’endometriosi: sono queste alcune fra le principali minacce alla fertilità. Secondo i dati del Registro Nazionale sulla Pma, curato dall’Istituto Superiore di Sanità, l’infertilità colpirebbe circa il 15% delle coppie con una ripartizione quasi equa fra problematiche femminili (37,1%) e maschili (29,3%). Se alcuni fattori possono essere rimossi grazie a un controllo preventivo e un intervento tempestivo, in altri casi è necessario ricorrere alla procreazione medicalmente assistita.

Di seguito vedremo quali sono gli elementi su cui è possibile agire per preservare la propria fertilità. Al contrario, esistono cause non controllabili che vanno indagate – a seguito di ripetuti esiti negativi del test di gravidanza – attraverso opportuna visita ginecologica per la donna e andrologica per l’uomo. Questi controlli possono consentire di escludere patologie o, qualora queste risultino presenti, permettono di agire nella maniera più opportuna e tempestiva.

Un corretto stile di vita

La cura del proprio corpo e dell’alimentazione, accompagnata da uno stile di vita corretto, sono i principali alleati per preservare la propria salute riproduttiva. Uno stile di vita equilibrato non può prescindere dall’adottare sane abitudini e dall’evitare il consumo di alcool, sigarette e droghe (fattori che incidono negativamente sulla fertilità e sulla produzione degli ormoni sessuali). In particolare:

  • Secondo quanto affermato dal Ministero della Salute, circa il 13% dell’infertilità femminile dipende dal fumo. Esso è molto dannoso per le ovaie e il rischio a esso associato aumenta in funzione di quante sigarette si fumano e del numero di anni dai quali si fuma. Le sostanze tossiche contenute nelle sigarette, infatti, si concentrano nel liquido follicolare, danneggiando l’ovulo. Inoltre le donne forti fumatrici vanno in menopausa alcuni anni prima delle non fumatrici.
  • L’abuso di alcool incide negativamente sulla fertilità causando un’insufficienza ovarica che si manifesta con irregolarità del ciclo mestruale, assenza di ovulazione e, dunque, infertilità. Le ultime indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità raccomandano alle donne non più di 1 bicchiere e mezzo al giorno di vino.
  • Dedicarsi regolarmente allo sport contribuisce a migliorare lo stato di salute dell’organismo. Almeno mezz’ora al giorno di attività fisica di tipo aerobico (come camminata veloce, nuoto o corsa) può migliorare la funzionalità ovarica.
  • Studi recenti hanno dimostrato che più di quattro caffè al giorno riducono del 25% le probabilità di concepire un bambino nelle donne. Ciò è dovuto alla “pigrizia” indotta dalla caffeina sulle cellule delle tube di Falloppio, fondamentali a far giungere l’ovulo nell’utero. Meglio limitarne l’assunzione a un solo caffè al giorno.
  • Durante l’età fertile, sarebbe opportuno sottoporsi a controlli ginecologici periodici per verificare lo stato di salute dell’apparato riproduttivo ed escludere la presenza di polipi o fibromi che, in alcuni casi, possono ostacolare il concepimento.
  • Il contatto diretto con radiazioni e campi elettromagnetici, pesticidi o altri agenti chimici, può rappresentare un pericolo per la fertilità femminile.
  • Un’altra causa che può contribuire all’infertilità femminile è rappresentata dall‘inquinamento ambientale, in grado di ostacolare in maniera incisiva il concepimento e dai fattori stressogeni. Un recente studio pubblicato sulla rivista Human Reproduction ha messo in evidenza come lo stress nelle donne possa comportare un aumento dell’alfa-amilasi, un ormone associato al sistema nervoso, che indice negativamente sulle possibilità di rimanere incinta. Negli uomini, secondo una ricerca della Mailman School of Public Health e dalla Rutgers School of Public Health, lo stress incide in maniera negativa sulla concentrazione, sulla forma e sulla motilità degli spermatozoi.

Una giusta alimentazione

Un’alimentazione sana e controllata, ricca di antiossidanti, migliora la qualità degli ovociti e contribuisce a proteggere la fertilità. L’ideale è seguire una corretta dieta mediterranea, composta da frutta, verdura, cereali, legumi, olio extravergine di oliva e pesce. Infatti, secondo una ricerca della Harvard School of Public Health, condotta su un campione di 17.500 donne, una dieta sana comporta una riduzione del 66% del rischio di infertilità per problemi di ovulazione e del 27% per altre cause. In particolare, un vero toccasana per la fertilità è rappresentato dalle vitamine C ed E, alleate sia della funzionalità spermatica, sia dell’ovulazione. Anche lo zinco, presente in alimenti di origine animale e nei legumi, è un alleato della fertilità perché contribuisce al mantenimento dei livelli ormonali negli uomini e nelle donne.

Ma soprattutto… la crioconservazione per preservare la fertilità

Infine, l’aspetto forse più importante da ricordare per la propria fertilità, è l’età! Infatti, come sappiamo, la riserva ovarica di una donna, la qualità dei suoi ovociti e, dunque, la sua fertilità si riducono con il passare degli anni. Soprattutto dopo i 35 anni concepire naturalmente un bambino può diventare molto difficile e, superati i 40 anni, anche le tecniche di fecondazione assistita hanno minori probabilità di successo. Pertanto, una valida soluzione è rappresentata dalla crioconservazione degli ovociti: l’unica vera opportunità di “prolungare” la propria fertilità. Clicca qui e scopri tutto sul social freezing.

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